prevenzione

La regola dei 180 minuti

   "Non intraprendere una prestazione fisica intensa (allenamento, gara) prima che siano trascorse tre ore dal pasto"
 
   Questa regola osservata con attenzione da ogni bravo sportivo, consente di prevenire malori durante un allenamento o una prestazione sportiva.
   Prende fondamento dalla difficoltà, per il sistema cardio-circolatorio, di far fronte contemporaneamente e in modo efficace a molteplici e gravose richieste.
   La quantità del sangue circolante è definita, perciò esso viene distribuito nei vari distretti secondo la necessità di quel momento nei vari settori. Ne consegue che se si richiede un impegno gravoso e contemporaneo a più organi, uno di essi potrebbe non riuscire a ricevere tutto il sangue di cui necessita. Ne soffrirebbe fino al punto di dover sospendere la funzione, al fine di proteggersi.

   Il sistema della circolazione del sangue, è sostanzialmente un circuito chiuso costituito da

  • VASI: sistema di canalizzazione che raccorda tutti gli elementi
  • SANGUE: fluido che circolando, trasporta le risorse,
  • CUORE: pompa che costringe il fluido a circolare,
  • RISORSE: i nutrienti dall'apparato digerente, l'ossigeno da quello respiratorio...
  • UTENTI: tutti gli organi, gli apparati, i sistemi dell'organismo.
   Il fluido (sangue) viene distribuito ai vari apparati, organi e tessuti in quantità adeguata ai bisogni del momento: limitando l'afflusso a quei distretti che ne esigono meno (riposo) per poter dare di più a quelli più attivi.
Diversi distretti che si trovino contemporaneamente in attività, dunque col bisogno di un grande afflusso di sangue, non vedranno soddisfatte le le richieste: uno di essi subirà effetti negativi da privazione.
   Se, mentre impegnato nella digestione, fossi costretto contemporaneamente:
  • a un'attività intensa di molti gruppi muscolari
  • a dover prendere decisioni rapide e complesse
  • a fronteggiare un repentino raffreddamento del corpo
  • ,
      malore

non è improbabile subisca un blocco doloroso della digestione o un crampo (contrazione tetanica da scarsa irrorazione) muscolare o la perdita della coscienza o una crisi cardiaca.
   Si tratta di accidenti che, pur dolorosi e preoccupanti, da soli non sono necessariamente mortali: dolori addominali, crampi, perfino la perdita dei sensi -sulla terraferma- non costituirebbero gravissimo rischio; gli stessi disturbi verificandosi durante la balneazione (anche in acqua bassa) diventerebbero ad altissimo rischio e non raramente, purtroppo, fatali.
Sottoporre il proprio organismo alla combinazione di digestione, sbalzo termico e gravoso impegno fisico e psichico può determinare il malore che, poichè ci si trova a galleggiare sull'acqua, può condurre a morte.

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