prevenzione

Fronteggiare un salvataggio

   Può anche capitare di poter essere di aiuto a chi si trovi in difficoltà, pur non essendo degli esperti di salvataggio in acqua...

   Portare in salvo un pericolante è un'azione carica di grandi valenze positive, degna di elevata considerazione sociale...
... quando, evidentemente, ci siano le premesse perchè vada a buon fine!
   Purtroppo però le cronache troppo spesso riportano di tentativi di salvataggio che si concludono con la morte anche del "salvatore" improvvisato: è certo una grande dimostrazione di coraggio, di altruismo...
...ma anche e purtroppo, di disconoscimento delle difficoltà cui si può andare incontro, di sovrastima del proprio vigore e di eccessiva fiducia nella propria abilità natatoria!
   Spesso la buona conoscenza delle tecniche di nuoto non è una garanzia di successo, dovendosi applicare particolari strategie e tecniche appositamente messe a punto proprio per ottenere il miglior risultato con la maggior sicurezza per il soccorritore e il pericolante.
   Uno dei fattori tenuti in considerazione dalle tecniche di salvataggio è la particolarità dell'ambiente:

  •  in piscina,
  • un intervento di salvataggio, generalmente non comporta particolari difficoltà, grazie alle dimensioni limitate dello specchio d'acqua; mentre assume particolare importanza la prevenzione e l'osservazione per rilevare situazioni anomale, particolarmente in presenza di affollamento e confusione
  •  nel lago,
  • oltre il fattore delle dimensioni, si possono avere complicazioni per la rapidità e talvolta difficoltosa prevedibilità dei cambiamenti meteo, nonchè per la presenza di: correnti, vegetazione affiorante, melma;
  •  nel fiume,
  • un'insidia in più è data dalla corrente: è consigliabile utilizzare presidi per facilitare i rientro, a volte il rischio è tale da richiedere sofisticate conoscenze di torrentismo;
    altra insidia importante è la bassa temperatura dell'acqua: molto sconsigliato un intervento diretto a meno di essere attrezzati adeguatamente!
  •  In mare,
  • le situazioni ambientali cui dover far fronte sono molteplici: correnti in prossimità di canali, correnti di risacca, marosi di elevata potenza, sbalzi di temperatura, scogli affioranti, vento contrario ecc.; ognuna di queste situazioni richiede uno specifico comportamento che quasi sempre non può essere intuito o improvvisato.

   Altro fattore di enorme importanza per il buon risultato di un tentativo di salvataggio, è costituito dal comportamento, dei protagonisti:
il pericolante, con il suo stato psicologico, può complicare enormemente le azioni di salvataggio, o al contrario renderle abbastanza semplici;
 Il soccorritore, se conosce le tecniche di salvataggio se è padrone di un'ottima tecnica di nuoto se è ben allenato e sa mantenere sufficiente lucidità, corre molti meno rischi per la propria vita.
   Da ultimo, ma non per importanza, fattore di grande peso è costituito dalla chiarezza di idee sulla procedura da seguire:
 l'obiettivo, evidentemente, è quello di portare in salvo se stessi e il pericolante, ma quale la strategia meno pericolosa? ...dedicare qualche manciata di secondi ad una rapida e razionale analisi della situazione è certamente più utile che arrivare a tempo di record e non sapere chiaramente cosa sia meglio fare!
Più chiare saranno le nostre idee, più basso il rischio per tutti e più favorevole il risultato.
Cercare e utilizzare un qualche presidio facilitante, non diminuisce il merito e... allunga la vita... di tutti e due!
   Una bella entrata in acqua con rincorsa e un avvicinamento velocissimo forse faranno spettacolo, ma se poi non si riesce a trovare il pericolante (che nel frattempo è affondato) o non si hanno più le forze per trasportarlo fino a riva, non solo il nostro intervento sarà stato vano, ma avremo messo inutilmente a repentaglio la nostra stessa vita.
   Tornando ad affermare che il salvataggio diretto a mani nude è decisamente il più difficile, e dunque si deve attuare solo se non vi sono alternative, ecco una serie di indicazioni tecniche che qualsiasi buon nuotatore può praticare con profitto e limitando i rischi:

  • nell'avvicinamento nuotare con calma nella tecnica meglio conosciuta, non perdendo mai di vista il pericolante
  • se è cosciente, tenersi a distanza e, parlando, farsi un'idea delle sue condizioni psicologiche
  • solo se appare tranquillo avvicinarsi direttamente per attuare una qualsiasi manovra di trasporto o di sostegno
  • se nutriamo il minimo dubbio che non riesca a controllare la sua paura è meglio immergersi e aggirarlo da sott'acqua (questo ci darà un vantaggio anche se avesse una corporatura maggiore della nostra), per afferrarlo da dietro con due mani ai lati del capo, dietro le orecchie, e trainarlo a colpi di gambe rana
  • se è cosciente non vi è pericolo imminente per la sua vita, perciò non è molto importante far presto, molto meglio far bene e con calma!
  • con un pericolante privo di conoscenza è molto importante fare presto, perchè potrebbero essere necessarie manovre di rianimazione, dunque allertare subito il pronto soccorso (118), effettuare le manovre di salvataggio cercando i presidi e le strategie che consentano il miglior risultato nel minor tempo
  • se il pericolante è già in crisi di panico, un intervento diretto sarà molto pericoloso, perciò è consigliabile fermarsi a distanza di sicurezza pronti a intervenire e intanto cercare di tranquillizzarlo.

   Riguardo il modo di prendere contatto e trasportare un pericolante, esiste una prassi ben collaudata e degli accorgimenti tecnici ben precisi che ogni BAGNINO di SALVATAGGIO/ASSISTENTE BAGNANTI  conosce e sa applicare al meglio: ciò fa parte del bagaglio tecnico acquisito nei corsi di formazione al soccorso e salvataggio; ma per i non addetti ai lavori sarà sufficiente:

  • con pericolante che si agita, cercare di attuare una presa indiretta (piuttosto che la nostra mano, far afferrare qualcosa da noi trattenuto)
  • avvicinarsi con prudenza, afferrare il capo o le due braccia (vicino ai gomiti), da dietro
  • se si è afferrati, mantenersi lucidi e prima di sprecare energie per liberarsi, cercare di sfruttare la sua stessa presa per trasportarlo
  • NON USARE ASSOLUTAMENTE LA VIOLENZA!
      se si teme per la propria vita, piuttosto prendere aria e immergersi per farsi lasciare, quindi portarsi a distanza di sicurezza
  • prima di intervenire premunirsi di un qualche sussidio al galleggiamento (salvagente anulare)o facilitante il rientro (fune legata in vita con cui farci recuperare)

    Sarà bene aver chiaro che tentare un salvataggio è utile soltanto se si ha una ragionevole sicurezza di poter raggiungere l'obiettivo minimo che è quello di salvare almeno la propria vita dopo aver operato tutto il possibile per trarre in salvo il pericolante.

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