prevenzione

segreti del nuoto samurai

   Il documento che riporto, proviene da: http://www.aikikai.it. ...esplorare tutte le dimensioni dell'arte
   Nulla di quanto segue è di mio pugno, e se notate che il primo periodo è identico a una affermazione contenuta in altra mia pagina (in rete da vari anni), assicuro che si tratta solo di un caso (forse una involontaria conferma di validità)
    "Non esistono bambini che hanno paura dell'acqua!
È invece vero che, purtroppo, molti bambini hanno imparato ad avere paura dell'acqua!
Benchè il Budo sia tipicamente associato ad armi come la spada, la lancia o l'arco, anche il nuoto era un'importante arte marziale.
La famosa scuola di Addestramento Samurai di Aizu-Wakamatsu aveva una grande piscina nel suo complesso e gli studenti vi si allenavano quotidianamente.
I brani seguenti sono tratti dai manuali della Scuola Shinden di Nuoto Samurai.
- L'acqua è la fonte della saggezza; il nuoto è la madre di tutte le arti.
- I bambini dovrebbero essere introdotti al mare il più presto possibile.
Piuttosto che sottoposti al formale "insegnamento" su come galleggiare e nuotare, dovrebbero essere dapprima guidati con discrezione per riuscire gradualmente a familiarizzare con il mistero dell'acqua.
- Corpo e mente devono rimanere flessibili. La mente tranquilla è l'elemento più importante per un addestramento di successo.
Il nuotatore deve evitare di lottare contro l'acqua contro se stesso e contro gli altri.
Lo studente deve cercare di armonizzarsi con le onde, diventando tutt'uno con la massa d'acqua, sia questa uno stagno, un lago, un fiume o l'oceano.
Cavalca le onde con la mente e con il corpo.

- Si distinguono quattro livelli di padronanza simboleggiati dalle quattro stagioni:

  1. In primavera il giovane nuotatore, pieno di energia e desideroso di competere, necessita di disciplina e duro allenamento fisico.
  2. In estate l'esperto nuotatore al massimo della forma fisica dovrebbe esplorare tutte le dimensioni dell'arte.
  3. In autunno il maturo nuotatore può rilassarsi un poco, giocando più liberamente in acqua e riflettendo sulle esperienze passate.
  4. In inverno il vero nuotatore sarà diventato un vecchio e saggio maestro, situato oltre i limiti della vittoria e della sconfitta, in perfetta armonia con mare, cielo e riva.

Nuotare insegna a vivere.
Nessun nuotatore solitario può imporre la propria volontà all'acqua.
Nuotare contro corrente porta certamente disgrazia.
Nuota secondo corrente e senza fatica, resistenza, confusione o movimenti innaturali.

Tuffarsi, alimenta il coraggio;
immergersi, la pazienza;
galleggiare, la serenità;
nuotare al largo, la forza d'animo;
gareggiare, lo spirito combattivo;
nuotare in acque gelide, la perseveranza.

Il nuotatore deve praticare in ogni tipo di ambiente acquatico (mari, laghi, paludi e fiumi) e in ogni tipo di condizione (correnti, onde, acqua fangosa e mulinelli)."
John Stevens


<< torna