prevenzione

Attenzione ai tuffi!

   "Corriere della Sera (LUGLIO 2001)
INCIDENTE
Ragazzo batte la testa dopo un tuffo. Portato d'urgenza da Terracina al C.T.O. di Roma
Incidente balneare, ieri mattina a Terracina. Un ragazzo di 14 anni ha riportato un trauma cervicale battendo la testa in seguito ad un tuffo da uno scoglio. Subito soccorso da amici e parenti, il ragazzo, che aveva perso i sensi, è stato portato al pronto soccorso di Terracina, da dove è stato poi trasferito nell'unità spinale del C.T.O. della Garbatella.
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   "La Nazione.it (16 luglio 2007 LUCCA)
Gravissimo un giovane dopo un tuffo in piscina.
Un giovane di 35 anni è in prognosi riservata dopo un tuffo di testa in una piscina Lucca.
Nell’impatto si è procurato una frattura cervicale e varie lesioni alla regione del collo.
I medici si sono riservati la prognosi. Sull’episodio stanno intanto svolgendo accertamenti i carabinieri di Altopascio."


   " Il Resto del Carlino -Imola agenda- 4 sett. 2008
...Gli incidenti da tuffo sono la seconda causa di tetraplegia in Italia dopo gli incidenti stradali...

Lauro aveva 28 anni quando un tuffo nel fiume lo rese tetraplegico.: ...Non so bene cosa sia successo quel pomeriggio, certo è che sono entrato in acqua nel modo sbagliato...
...Sbattendo sul fondo sono da subito rimasto immobile a testa sott'acqua...
...lesione midollare alla quinta vertebra cervicale con esito di paralisi a tutti e quattro gli arti... 
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   Sono stralci di articoli trovati  'al volo' nel web, non hanno lo scopo di demonizzare la pratica del tuffo (un'attività intrigante e di notevole valenza motoria) ma piuttosto stimolare prudenza.

   Nello spazio limitato di una piscina -quando vi sia la profondità adeguata-, è comunque indispensabile regolamentare la pratica dei tuffi.
Delimitando lo spazio, stabilendo un orario, tenendo sotto controllo la 'creatività' degli esecutori.
L'abilità del tuffatore non è garanzia: se lui non ha abbastanza prudenza per verificare la praticabilità o non mette in atto la tecnica idonea alle caratteristiche dello scenario, basta pochissimo perché si verifichi l'incidente e... gli effetti siano irreversibili!

La colonna vertebrale è una pila di segmenti ossei tenuti in posizione da fasci muscolari e ospita -nel tubo costituito dalla somma dei fori di ogni vertebra- il midollo spinale (un delicato prolungamento del cervello che collega questo alle strutture periferiche). Essa costituisce colonna portante dell'intero scheletro, molto robusta e al contempo molto flessibile che, ospitando il midollo spinale, ne è protezione e garanzia di funzionamento.

Il midollo spinale è il sistema di connessione tra la periferia e il Sistema Nervoso Centrale: attraverso questo fascio di conduttori il nostro cervello può acquisire i dati ambientali da elaborare e attraverso questo fascio di conduttori il nostro cervello può inviare i suoi ordini alle strutture periferiche.
Insomma da un lato c'è il nostro corpo (che interagise con l'ambiente) dall'altro c'è il cervello che consente l'interazione; a consentire la comunicazione tra i due, il midollo spinale: tutti i segnali transitano per esso. 
Se il mio piede percepisce un'asperità, comunica al cervello che ne stimola un maggiore sollevamento: sicchè non inciampo. Ma se i conduttori sono alterati, questo non potrà avvenire regolarmente.
   midollo compresso dalla lesione vertebrale   Nel punto della frattura si può verificare uno slittamento dei monconi fratturati e questo può alterare lo spazio che alloggia il midollo, provocandone la compressione o addirittura la lesione.

   Causa del trauma l'urto con un ostacolo sommerso (o il fondale troppo basso): il corpo penetra nell'acqua allungato e inclinato con il capo avanti, l'inerzia del movimento libera una enorme energia all'impatto della fronte con l'ostacolo; i muscoli del collo non resistono allo sforzo e consentono una flessione eccessiva dell'arco cervicale, fino a  produrre una lussazione, una frattura composta o nel peggiore dei casi una dislocazione dei monconi. Come spiegato sopra, l'esito quasi sempre è la tetraplegia (paralisi -spesso irreversibile- di tutti e quattro gli arti).

   Un istante dispavalderia, di spensierata incoscienza vale una vita sulla sedia a ruote?

Dopo si può anche riuscire a vivere, comunque, una vita piena e appagante, ma ci serve una enorme forza di carattere! Una grande determinazione, un aiuto professionale, i mezzi sufficienti. 

Decisamente meglio divertirsi tenendo sempre presenti alcuni elementi di prevenzione, anche a costo di sembrare poco coraggiosi !

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