emergenza
Basic Life Support
È ormai convinzione consolidata
che, in caso di arresto del respiro e/o del battito cardiaco,
sia particolarmente utile che l'eventuale testimone abbia
conoscenze di BLS.
Il tempo a disposizione, prima dell'istaurarsi di una
situazione drammatica, è decisamente poco.
Infatti, se uno dei presenti fosse in grado di
sostenere il respiro e l'attività circolatoria dell'infortunato, con le
manovre di Basic Life Support prolungherebbe la capacità vitale
fino all'arrivo dei sanitari del 118.
Da qui gli sforzi delle Organizzazioni (ERC,
IRC)
che si occupano delle problematiche legate alle morti improvvise di
concentrare gli sforzi nella maggiore possibile diffusione e
semplificazione dei protocolli operativi in questo tipo di emergenza.
Le ultime
linee guida (2005) per laici (cittadino comune, non sanitario), sono decisamente ispirate
da tali obbiettivi: indicazioni chiare e motivate, verifiche
semplici ed essenziali; azioni conseguenti, pratiche ed economiche.
Sono studiate specificamente per far si che chiunque, pur digiuno
dei basilari elementi di fiso-anatomia, pur
coinvolto emotivamente al punto da non controllare lo
stress, pur non avendo rivisitato i protocolli di recente, sia comunque in
grado di operare favorevolmente, dunque: protocolli
essenziali e semplici, inequivocabili che possano essere,
comunque, applicati in modo efficace.
Questo si adatta perfettamente alle esigenze operative
dell'Assistente Bagnanti: è importante che conosca
bene le manovre di primo soccorso agli asfittici, ma l'obbiettivo
principale è prevenire e/o contrastare gli incidenti in
acqua, non atteggiarsi a sanitario!
Chiarito ciò, vediamo quali sono
le indicazioni per laici, diffuse dall'IRC.
Il protocollo inizia con la verifica di
- AMBIENTE SICURO: prima di intervenire si deve controllare
la sicurezza dell'area di lavoro, per la propria e
l'altrui incolumità.
Per l'A. B. questo è già implicito nell'operazione di soccorso in acqua, perciò dopo averlo disteso supino su bordo-vasca o spiaggia e allineato gli arti, lui inizierà con la verifica di
- STATO DI COSCIENZA: dovrà scuotere alle spalle
il soggetto in difficoltà per stimolarne una reazione. Se
cosciente porre nella POSIZIONE DI SICUREZZA. Se privo di coscienza,
far CHIAMARE 118.
In quest'ultima eventualià, subito flettere indietro il capo: si spinge con la mano del capo sulla fronte, mentre con le dita dell'altra mano si tira in su il mento; bisognerà raggiungere il limite articolare, ma con intensità moderata per non indurre lesioni. Accostare la propria guancia al viso del pericolante per la verifica del respiro - G.A.S.: Guardare i movimenti
del torace, Ascoltare i rumori
respiratori e Sentire il flusso del
respiro che lambisce la guancia.
Contare 10" per avere il tempo necessario, ma non perderne inutilmente!
Se la respirazione risulta pressoché regolare, disporre in posizione di sicurezza e mantenere sotto controllo. Se non si percepiscono atti respiratori, passare subito alle - COMPRESSIONI TORACICHE: individuato rapidamente il centro
del torace (all'incrocio tra la linea che unisce i due capezzoli
-riferito al maschio- e
quella che scende dal mento all'ombelico), dovrà applicare
il 'calcagno' di una mano e sovrapporvi l'altra tenendo alzate le dita
della prima.
Stando inginocchiato ben vicino e con le spalle sulla verticale, deve premere a braccia tese usando il peso del proprio corpo. E' necessario che esegua 30 compressioni con il ritmo di 100/sec., con forza sufficiente ad abbassare il torace di 1/3 del suo diametro (antero-posteriore), ma lasciando ogni volta che torni a espandersi.
Le pressioni schiacciano il cuore 'spremendo' il sangue nei vasi della circolazione (vena polmonare e aorta), mentre il risollevarsi del torace permette il riempimento delle cavità cardiache.
Sono necessari alcuni cicli, prima che il flusso raggiunga una pressione sufficiente a irrorare il cervello e il cuore stesso (coronarie), sicchè è suggerito di evitare interruzioni inutili (a esempio per verificare le pulsazioni dopo tre soli cicli), infatti questo determinerebbe la caduta della pressione che, al riprendere delle compressioni non risalirà immediatamente.
Subito dopo la trentesima compressione, estendere nuovamente il capo ed eseguire due atti di - RESPIRAZIONE ARTIFICIALE: con la mano che tiene la fronte,
l'Assistente Bagnanti stringerà le narici tra indice e
pollice, con l'altra sosterrà il mento e, applicando le
proprie labbra su quelle dell'asfittico soffierà dentro aria
per circa un secondo.
Non dovrà dimenticare di sollevarsi per prendere altra aria, mentre lascia le narici per permettere l'espirazione all'asfittico e anche per controllare che il torace si alzi (mentre insuffla) e che poi si riabbassi (quando lui si raddrizza): questo è il segno che c'è stata la ventilazione (=ricambio di aria negli alveoli).
La sequenza indicata è di 30 compressioni ogni 2 insufflazioni, da continuare almeno per due minuti se nel frattempo arriva un esecutore con defibrillatore semiautomatico.
Se soli, è mportante NON INTERROMPERE la rianimazione fino a ripresa dei segni vitali, oppure all'arrivo dei sanitari o quando effettivamente esausti.
L'A. B. può trovarsi a dover applicare una variante
indicata
proprio dalle linee guida: se l'arresto respiratorio ha preceduto quello cardiaco, allora è bene
somministrare prima 5 insufflazioni e poi iniziare con le compressioni,
per proseguire con il rapporto previsto di 30/2.
Ossigenando gli alveoli prima di riattivare la circolazione forzata, infatti, si
renderà immediatamente disponibile ossigeno da trasportare
in circolo.
La condizione dell'A.B. in
questo senso è privilegiata, infatti poichè
l'incidente si verifica mentre lui è in osservazione
(prevenzione / anticipazione),
ha occasione di notare le modalità di svolgimento dell'accidente
e dunque, già all'avvio delle operazioni può
prevedere realisticamente gli sviluppi immediati.
Vedere un nuotatore che d'improvviso cola a picco, suggerisce che l'accidente ha origine cardiaca o
neurologica (si procederà al soccorso in due e con il
pattino, così da iniziare immediatamente le
compressioni cardiache senza attendere il rientro a terra).
Vedere invece un nuotatore che inizia a dibattersi, a lottare e
poi, mentre si procede all'avvicinamento, va a fondo, fa presumere
che
abbia perduto i sensi e sia andato in arresto cardiaco dopo la
difficoltà respiratoria e, perciò, il suo
organismo ha grande fame di ossigeno: sarà molto utile, oltre a
ciò di cui sopra, iniziare con le 5 insufflazioni prima del
Massaggio Cardiaco; l'ossigeno insufflato sarà immediatamente
messo
in circolo, già con le prime compressioni.








