esperti
Soccorso Fluviale
una forma molto particolare
ACQUA VIVA
La definizione
ACQUA VIVA si riferisce a quella in
movimento rapido da monte a valle, tipica di torrenti e fiumi con
portata medio bassa, caratterizzata da molteplici fenomeni di
turbolenza indotti da ostacoli, confluenze, restringimenti dell'alveo,
salti, buche ...
L'aspetto è di un fluido tormentato,
ricco di particelle d'aria che
conferiscono una colorazione bianca (acque bianche) con venature
cangianti dal verde-acqua al nero.
Una
caratteristica sfuggente, ma imponente è il rumore: un
rumore di fondo
molto intenso, che costituendo la colonna sonora dal primo
avvicinamento, non si nota fin quando si comincia a parlare con un
vicino e presto ci si rende conto di faticare per farsi capire.
La profondità salvo alcuni punti (a
valle di un salto o in presenza
di argini alti ...) non è elevata, ma questo non
è un vantaggio!
Di questo tipo di ambiente acquatico è
temibile soprattutto la
corrente che ha potenza non intuibile dal profano e spesso
sottovalutata. A titolo di esempio riporto una equivalenza (tratta da
“Guida alla sicurezza in fiume” di Les Bechdel e
Slim Ray, Zanichelli)
che per una corrente pari a 10,8 km/h (pari a quella di una corsa
leggera), dichiara una pressione di spinta, sulle gambe immerse, pari a
81 kg! Intuibile la facilità a perdere presa e quindi
equilibrio,
intuibile la facilità con cui la corrente ci
trasporterà. La profondità
limitata, mentre si è trascinati anche "solo" a 10 km/h (che
è comunque
superiore a quella di nuoto) su un alveo ricco di sassi e ostacoli,
è
certamente fonte di traumi.
Da quanto detto si deduce facilmente che
l'abilità nel nuoto classico non è certamente
risolutiva per la sicurezza.
Non
è pensabile poter semplicemente contrastare la corrente
nuotandovi
contro o trasversalmente, troppa la disparità tra le
potenzialità del
nuotatore, per quanto elevate, e quelle del flusso d'acqua. Da qui la
necessità di mettere a punto tecniche specificamente
adattate.
<< torna