parliamone
Le correnti di risacca
Una delle occasioni ad alto rischio
d'annegamento
è costituita dalle correnti litoranee collegate con il moto
ondoso entro e in prossimità della zona dei frangenti.
Il movimento delle onde produce tali correnti che
nella
vicinanza della linea di battigia vengono influenzate dalla morfologia
dei fondali. Si tratta di masse liquide trasportate verso la costa o
verso il largo.
Il moto ondoso spinge acqua verso terra, questa
massa in
eccesso trova sbocco seguendo un canale di scolo che la riporta verso
il mare aperto.
Il fronte d'acqua compresso verso terra dal moto
ondoso,
scorre lentamente lungo la riva nel verso della pendenza occasionale
(come un torrente), fino a trovare una depressione diretta al largo,
dove accelera fino a raggiungere velocità di 3 - 6
miglia/ora.

Chi viene a trovarsi in tale corrente,
facilmente si
lascia prendere dal panico, reagendo in modo irrazionale. La reazione
più comune è di lottare contro la corrente per
riguadagnare la riva, con il risultato di non riuscire a vincere una
corrente così rapida ed esaurendo rapidamente le forze con
la
successiva incapacità a mantenersi in superficie.
Queste pericolose situazioni si generano in
specchi di
mare davanti a una spiaggia sabbiosa, maggiormente in
prossimità
di promontori rocciosi (anche scogliere frangionde).
Il moto ondoso continuo, deposita sabbia
parallelamente
alla riva, creando un rallentamento al deflusso. Così si
istaura
un movimento parallelo alla riva (corrente di alimentazione). Quando
questa corrente incontra un avvallamento che apre il passaggio verso il
largo, il flusso devia e accelera la sua velocità (il
collo).
Questa è la pericolosa corrente di risacca che trasporta
verso
il largo con velocità fino a 6 miglia/ora. Dopo un tratto di
lunghezza direttamente proporzionale all'intensità della
corrente, il collo comincia a slargarsi e perdere velocità.

Una osservazione attenta dello specchio
di mare,
evidenzierà una interruzione della linea dei frangenti:
proprio
quella interruzione è determinata dalla corrente che porta
al
largo.
Il comportamento virtuoso di chi fosse preso in
tale
corrente prevede intanto di mantenere la calma, poi di mettersi a
galleggiare sul dorso per recuperare le forze. Appena possibile nuotare
diagonalmente alla linea di flusso, a favore di corrente, fino a uscire
dal flusso stesso.
Guadagnata l'acqua calma, effettuare un giro largo
per tornare a riva su una direttrice obliqua alla battigia.

Qualora non si riuscisse a nuotare efficacemente,
è
meglio mantenersi in galleggiamento per conservare le forze e chiedere
aiuto:
di galleggiamento non si muore, ma di esaurimento per cercare di
contrastare la corrente, SI!
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