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Ausili al salvataggio: sacco da lancio

      L'immagine che segue rende efficacemente la validità del sussidio, in ambiente fluviale.
soccorso dalla riva del fiume, con lancio del sacco
  La particolare ostilità di tale ambiente sconsiglia l'intervento diretto (se non come ultima scelta), dunque lanciare una corda tramite la quale tirare in secco il pericolante (attivo) che vi si appende, è certamente una ottima soluzione.
  Evidente che mutuare tale tecnica per l'ambiente marino o lacuale, ma anche per quello più amichevole della piscina non è un'idea peregrina.  Nella piscina questa tecnica potrebbe consentire un soccorso più discreto, anche al centro-vasca (dove non sarebbe utilizzabile la pertica) e in presenza di un certo affollamento: se pure si dovesse sbagliare il lancio, visto che il sacchetto è di tessuto, non si rischierebbe di procurare traumi o danni (al pericolante o ad altri bagnanti), così come potrebbe accadere con il salvagente anulare.
un sacco da lancio
   Il sacco in tessuto antistrappo e immarcescibile, contiene una corda galleggiante, in polipropilene (capace di una certa elasticità, dunque inadatta a un uso statico 'arrampicare, sollevare ecc.'), del diametro di 6-8mm, lunghezza tra i 18 e i 25m, di colore ben visibile (arancio o giallo), con tenuta pari a 9 Kn.
  La tecnica di lancio varia a seconda del risultato cercato; se l'obbiettivo è intorno ai 10m, sarà preferito un lancio sottomano (tipo softball): estratte due braccia di corda (da tenere saldamente nella mano di sostegno), si impugna il sacco nella mano di lancio e lo si lascia a braccio disteso guardando fisso l'obbiettivo, con slancio da dietro-basso-avanti. Naturalmente si considererà obbiettivo del sacchetto, non certo il capo del pericolante, ma una zona oltre, appena a monte del pericolante stesso (rispetto al vento e/o rispetto alla corrente) così che lui non ne sia colpito e la corda (adagiandosi su di lui) possa essere afferrata con facilità.
Importante NON DIMENTICARE di anticipare il lancio con il grido di avvertimento (-Cordaaa!-) per attirare l'attenzione del pericolante, sicché sia pronto ad afferrarla.
 Se non c'è un intenso vento contrario, con una buona pratica, si possono ottenere lanci sufficientemente precisi anche oltre i 20 metri.
Per i lanci che devono raggiungere tale distanza (in assenza di ostacoli aerei), la tecnica più efficace, prevede l'innesto di due movimenti di circonduzione legati da un veloce cambio di fronte (lancio a 8); si aumenta così la velocità di uscita e, dunque, la gittata. Perchè si possa ottenere il massimo di potenza e precisione è necessario un addestramento impegnativo, la combinazione essendo abbastanza sofisticata e di rapidissima esecuzione: ricorda vagamente il gesto atletico del lancio del martello.seguenza di lancio 'a otto'
In piscina, viste le distanze relativamente limitate e l'assenza di elementi di disturbo significativi (vento), si potrebbe anche utilizzare la sola corda: invece di tenere nella mano di lancio il sacchetto, vi si può raccogliere una manciata di piccole anse (non spire, che potrebbero agrovigliare) e, con la tecnica sottomano, sopra descritta, lanciarla verso l'obbiettivo; il piccolo ammasso di anse, durante il volo, si distende (a partire dall'estremità trattenuta nell'altra mano) e cade in prossimità del pericolante, rimanendo a galla.
doppio lancio a breve
Nell'immagine seguente il risultato di un lancio nell'acqua corrente, ma in condizioni simili a quelle riscontrabili in piscina (poca turbolenza, spazi ridotti, lanciatore a margine dello spacchio d'acqua).
lancio in ambito fluviale
addestramento canoisti
In conclusione si tratta di un ottimo sussidio perchè molto pratico: poco ingombro, costo accessibile, bassa manutenzione e lunga durata, facilmente reperibile perchè molto diffuso in ambito fluviale e diportistico. Per imparare a usarlo si suggerisce contattare un centro Rafting.

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