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Hydrospeed a Laino Borgo (CS)
Un fine settimana tra i più divertenti degli ultimi anni.
A Laino Borgo, un paesotto del sud immerso nel parco
del Pollino, opera un centro di attività torrentistiche (A.S.D.
Canoa Club) ben organizzato (dicono il migliore del sud Italia).
Dispone di due palestre per varie attività, di un campo di
calcetto al chiuso, sala riunioni, segreteria, bar, parco gommoni e
canoe, vasto assortimento attrezzature individuali e una grande vasca
per addestramento alla voga e gioco del canoa-polo.
Il Centro è sulla sponda del fiume Lao che
attraversa, dopo qualche chilometro, le rinomate e splendide omonime
Gole.
Avevo dedicato una pagina del sito qualche anno fa,
ma sulle informazioni avute da terzi. Mi era rimasta la
curiosità di vedere di persona le Gole.
Purtroppo, o per fortuna, queste si possono vedere
solo percorrendole e non c'è altro modo che entrare in acqua o
galleggiarvi sopra!
Con un contatto email, ho chiesto se mi permettevano
di scendere con l'hydrospeed in concomitanza di una discesa di rafting
e sabato (9 maggio 2009) questo è stato possibile.
Imbarcata la mia signora sulla fida yaris TS, venerdì pomeriggio sono piombato a Laino Borgo.

Patrizia, in segreteria, conferma: appuntamento alle 9,30 dell'indomani.
Puntuali ci troviamo: la guida (Mephisto) e tre neofiti pugliesi sul gommone; io con l'hydro; un assistente in canoa (Fabrizio) con funzioni anche di fotografo.
Il fiume abbastanza carico, con la sonorità e
il biancore avverte della sua intransigenza, ma non sembra
particolarmente freddo: viste le condizioni con cui ho concluso le tre
ore a 'mollo', credo fosse abbastanza sopra i 10°C.
Il tratto nei pressi del Centro e poi tra i ponti e
le case di Borgo, è assolato e abbastanza ampio, anche se ai
lati sono evidenti le due coste scoscese alte qualche centinaio di
metri, fitte di vegetazione rigogliosa.
Si comincia con tre o quattro sbarramenti con
relativo saltino e rullo conseguente, ma l'alveo largo e il livello
sufficiente consentono di scegliere la traiettoria.
Al terzo salto provo a rientrare e surfare il rullo,
mentre il gommone già passato continua lentamente a scendere.
Manco a farlo apposta si sfila una pinna (purtroppo io non ci avevo
pensato e loro non mi hanno potuto fornire gli elastici di sicurezza),
sicchè devo interrompere subito e cercando di scendere
rapidamente grido e segnalo per far recuperare la pinna...è
andata bene! Recuperata.
La calzo meglio che posso e le stringo tutte e due a
morte, ma saranno la spina nel fianco per tutta la discesa: sono dovuto
stare sempre all'erta e provvedere a stringerle con frequenza (al volo,
anche procurandomi un paio di ginocchiate sul fondo).
Un incredibile scenario di rocce modellate dal fiume, dal tempo e dalle intemperie cui Mephisto
dà nomi e attribuzioni mitologiche (peraltro con una dominante
sessuale, comunque, gradevole) e intorno alle quali, seguendo un suo
filone naturalistico-mitologico, ha costruito delle storie fantasiose
gradevolissime che legano le varie figure e il comportamento del fiume,
con le quali allieta e incanta gli ospiti del suo gommone.
I passaggi tecnici (azzardo un commento, nonostante
la mia poca esperienza) sono costituiti prevalentemente da formazioni
di rocce che costringono a stretti slalom tra i quali l'acqua accelera
e rimbalza con violenza.
Oltre due punti non percorribili per la
prevalenza delle rocce rispetto alla portata di acqua, c'è un
passaggio particolarmente intrigante (definito 'Impraticabile'
perchè
particolarmente pericoloso), dove l'acqua viene convogliata in forte
pendenza tra tre o quattro grossi massi che costringono a uno scivolo
obliquo e due salti convergenti: una impressionante (anche per il
rumore!) doppia esse con acqua molto veloce e turbolenta, un dislivello
totale di circa tre metri.

Poco dopo entrati nella parte più spettacolare delle Gole, nel tentativo di aggiustare la posizione della actioncam, sono riuscito a farla sganciare e...perderla: addio alla camera, ma soprattutto alle riprese cui tenevo tanto. Pazienza, la prossima volta sarò più accorto!

All'uscita delle Gole abbiamo sottopassato il ponte
di legno e... la nostra discesa si è conclusa: oltre tre ore
pinneggiando e galleggiando... infatti le sponde, per oltre metà
del percorso, sono così ripide e lisce che non consentono soste
in completa stabilità.
La scarsità di punti di sosta
comodi e la lunghezza del percorso sono la causa maggiore della assenza
di attività hydro per tutti; con la collaborazione del Centro, se auto-attrezzati e abbastanza
esperti, accompagnati da una guida in canoa ci si può divertire molto.
In definitiva, però se si preferisce poter ammirare
l'ambiente... e ne vale davvero la pena! è molto meglio scendere
in raft.
Per concludere la gita con un pò di cultura ho visitato i dintorni: il centro storico -disabitato- di Laino Castello e la Grotta del Romito, sito archeologico del paleolitico.











