varie
Discesa con hydrospeed a Dimaro (TN)
Ho partecipato -anni fa- in Val di Sole,
ai corsi di
alta specializzazione dei VVF di Bolzano e di Treviso -quale consulente
di
nuoto- e li ho visti esercitarsi nel nuoto in corrente, con i gommoni e
nei complicati allestimenti di sistemi di attraversamento con corde,
carrucole, moschettoni.
I possenti gommoni governati nelle correnti
impetuose delle rapide, le
evoluzioni aeree per soccorrere in mezzo al fiume con carrucole tese da
una riva all'altra, mi affascinavano, ma immaginarmi immerso in quel
tripudio di schiuma, a battagliare con scivoli, salti e rulli... questo
mi intrigava moltissimo!
Per oltre un anno ho pensato fosse attuabile solo
al nord e che non
potesse essere roba compatibile con i miei quasi 60 compleanni; poi ho
conosciuto il Centro
Rafting di Marmore: 45' da casa mia!
Umberto mi ha introdotto a questa disciplina, poi
la mia fissa
ha
fatto il resto, come avete o avrete modo di leggere negli altri
articoli di questa sezione del sito.
La prima settimana di luglio sono tornato in Val
di Sole
proprio per sperimentare quelle acque viste solcare dai VVF.
Ancora affidato al Centro Rafting Val di Sole,
i cui tecnici erano
stati gli istruttori in quei corsi, ho partecipato a una discesa
commerciale e poi ho ottenuto di poter scendere su tratto
più
lungo e più impegnativo con una guida personale: ora ne ho
63,
credo sia comprensibile mi conceda un pò di coccole!
| sintesi tecnica del percorso |
|
Abbiamo iniziato da Terzolas: era lo stesso tratto
del
giorno precedente, ma subito mi sono cimentato in un ingresso in morta
dietro una roccia
al centro del fiume e relativo surf del rullo a
valle: nel video si
vede bene il ponte a monte del punto di partenza.
Poi giu!
Con i suggerimenti -in tempo reale- di Gigi, ho affrontato le rapide con fluidità,
imparando a gestire
la direzione anche con il semplice assetto
delle pinne, perfezionando
la tecnica del dare
pancia affondando lo spigolo opposto, acquisendo
l'automatismo a guardare
l'obbiettivo prefisso (e non l'oggetto da evitare),
ricordando la buona
abitudine di anticipare
le azioni, per quanto possibile.
Intendiamoci, non erano cose sconosciute (grazie
alla
perizia di Umberto, mio primo mentore), ma averle rinfrescate e in
tempo reale è molto importante per migliorare.
Mi è stato detto che almeno tre degli
elementi di
difficoltà affrontati fossero di 3° e 4°
grado
(all'incirca come i "tre salti" delle Marmore).
Li ho affrontati con
successo (...senza botte, intendo) anche se nel passaggio dell'ultima
rapida quasi sotto Ponte Stori dove si concludeva la discesa, sono
stato
rovesciato malamente e per recuperare l'assetto ho dovuto attuare
due eskimo
consecutivi. Purtroppo nel video non si vede questa performance, in
quanto circa mezz'ora prima dell'arrivo si sono esaurite le batterie
della
camera (avrei dovuto metterne di nuove!).
Ho avuto anche modo di ammirare il paesaggio che
è un vero
spettacolo della natura e dell'amministrazione esperta dell'uomo: anche
se si scende abbastanza rapidi per quasi tutto il
tempo, avendo avanti o di fianco una guida, mi sono potuto permettere
qualche distrazione!
Per sincerità un paio di volte ho
pagato: come si può sentire
nel video, in corrispondenza di saltini improvvisi che celavano un
sasso molto duro).
Nel complesso sono stato veramente soddisfatto per
aver deciso di galoppare
per oltre 650 km (x2) al fine di poter realizzare questa esperienza.
